Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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L'Europa delle capitali

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Argan, Giulio 32 occorrenze

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soltanto la condizione ideale dell'uomo nel mondo. La sua vicenda nel mondo, cioè le sue reazioni alle situazioni, è ancora da cominciare. Come

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delle figure sforzate (il richiamo a Michelangiolo è evidente), quindi la historia devota deve essere “fedele, pura, vera e pudica”, cioè proprio

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, storia, natura, allegoria, fede —non sono così lontani da quelli di Poussin, ma è diverso il modo d’intenderli, cioè è diversa l’interpretazione del

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la pianta, si pone apertamente in relazione l’edificio con la natura, e la natura è ora paesaggio o quanto meno giardino, cioè un insieme di

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Controriforma, la soluzione cattolica al problema concreto del fare umano. Se si afferma il principio della salvezza mediante le opere, cioè il carattere

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rivolta contro la proposta tecnica e sociale della Controriforma, cioè contro quell’arte barocca che in ultima analisi mirava a dar vita a una

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era già posta in termini di universale e particolare, cioè di una possibile interrelazione, che infatti viene tentata così dai manieristi italiani

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, cioè, del primo soggiorno romano di Velázquez e di quello, quasi certo, di Louis Le Nain.

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stati scelti e raggruppati gli oggetti: in questo caso ciò che si apprezza è appunto l’associazione e la combinazione, cioè la facoltà della mente di

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dell’esperienza e dell’esistenza, dal particolare all’universa— le; ma sarà il particolare che arriva a porsi al livello dell'universale, cioè a darsi

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: dell’individuo, cioè, pienamente libero (dunque né conformista né ribelle) in una società che non è astrazione universalistica, ma insieme di

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tramonto, promana cioè una suggestione sentimentale. Dichiarata, del resto, dalla presenza immancabile di figure umane, di una piccola storia; e di

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suo maestro Grimmer, Elsheimer è collegato a Grunewald e ad Altdorfer: alla concezione cioè di una natura sottilmente demoniaca, fonte di tentazione

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modo di essere e di vedere, un metodo; la prospettiva, cioè la struttura classica dello spazio, non è più razionalità universale, ma anch'essa metodo

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lo spazio universale cioè rappresentano in termini di universale un fatto o una situazione particolare. Non rinunciano al tono locale per la tonalità

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dell’animo, può attribuire alle stesse cose significati diversi, cioè riflettere in esse differenti stati d'animo. Infatti nel momento stesso in cui

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: c’è l’art de persuader, ma occorre che accanto ad essa ci sia l’art d’agréer, l’arte cioè di disporre l’animo e la volontà ad accettare come

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della sua forma reali, tutto ciò che si può fare è di verificare i procedimenti di pensiero mediante i quali si prende coscienza del mondo, cioè di

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Barocco dall'ultima grande civiltà della forma, il Rinascimento, è il Manierismo, cioè il periodo della crisi della forma. Nel periodo che verrà dopo

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priori del creato, cioè una forma che possa mutare negli aspetti esteriori o accidentali rimanendo immutata nella sostanza; è un’idea, un’immagine

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dimostrativa, la forma cessa di essere forma, che sarebbe pur sempre forma del mondo, e cioè non serve più a formare l'esperienza e sopravvive a se

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Sales, nei primi anni del secolo, addita e spiega ai cristiani, la devozione. è il modo di giungere alla salvezza con le opere, cioè vivendo nel mondo e

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tra lotta di confessioni e lotta di Stati, cioè per quella che sarà la drammatica storia del secolo XVII. Ormai la politica non dipende più dalle

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di un processo mentale essenziale. Del resto, non può esservi interesse sociale e politico senza un'immaginazione sociale e politica, cioè senza la

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per raggiungere un fine e precisamente il fine della meraviglia, cioè della rottura con ogni consuetudine e della proiezione del pensiero, per mezzo

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La Rettorica è il trattato dell’arte di persuadere o del discorso; ma, specifica Aristotele, del discorrere nell’Areopago, cioè della discussione

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che si abbia la comunicazione e che questa avvenga a tutti i livelli, con i modi e i processi, diretti e indiretti, più efficaci. Importa, cioè, che

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meta di pellegrinaggi tutta l’area della città viene riconsacrata, cioè investita di un valore ideologico. In una città “santa” la funzione

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una figura “memorabile" nella dimensione universalistica della storia. Anche la statua è un monumemum, cioè un oggetto che conserva la memoria e

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riportati”, cioè pitture da cavalletto imitate in affresco. È quasi un programma: l’arte imita l’arte; più propriamente, imita l’immaginazione, ma l

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, cioè a immaginare.

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alla simmetria, cioè modificano lo schema simmetrico “abituale” della pianta circolare.

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